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Il bel canto: “u pisci spada”

pisci
Una notte, quando avevo tre anni, fui svegliato da un suono bellissimo, che solo in seguito decifrai come il canto di un carrettiere

Domenico Modugno (Polignano a Mare, 9 gennaio 1928 – Lampedusa, 6 agosto 1994) è stato un cantautore, chitarrista, attore, regista e politico italiano.

Considerato uno dei padri della musica leggera italiana e uno tra i più prolifici artisti in generale, avendo scritto e inciso circa 230 canzoni, interpretato 38 film per il cinema e 7 per la televisione, nonché recitato in 13 spettacoli teatrali e condotto alcuni programmi televisivi; ha inoltre vinto quattro Festival di Sanremo, nel primo dei quali, nel 1958, con Nel blu dipinto di blu, (di cui era anche autore, cosa che lo rende il primo cantautore in gara nella storia della manifestazione) universalmente nota anche come Volare e destinata a diventare una delle canzoni italiane più conosciute, se non la più conosciuta e dal quale ne derivò il soprannome di Mr. Volare. Modugno è anche uno dei due cantanti italiani, insieme a Renato Carosone, ad aver venduto dischi all’epoca negli Stati Uniti senza inciderli in inglese. Nei suoi ultimi anni fu anche deputato e dirigente del Partito Radicale. È tra gli artisti italiani che hanno venduto più dischi, con oltre 70 milioni di copie.

Lu pisce spada

Il brano “Lu pisce spada” (ma in alcune reincisioni Modugno lo ha intitolato “’U pisci spada“) si riallaccia ai brani di Modugno più direttamente legati alla tradizione popolare e dei cantastorie, che furono del resto la sua prima esperienza musicale, come egli stesso ha dichiarato:

«Una notte, quando avevo tre anni, fui svegliato da un suono bellissimo, che solo in seguito decifrai come il canto di un carrettiere: fu la mia prima esperienza musicale, quella per me fu la “musica” per molto tempo. Per questo ho iniziato a cantare con quelle canzoni: il cantastorie stava dentro di me, non era una scelta precisa»

La storia narrata è nota: è la tragica storia d’amore di due pesci spada; la femmina è stata catturata durante la mattanza, ed incita il maschio a fuggire, ma il pesce si lascia catturare per morire insieme a lei.
Modugno ha spesso riferito in interviste di essersi ispirato ad una storia vera, letta in un giornale; all’inizio dell’esecuzione Modugno ripete le frasi tipiche dei pescatori (Ddà jè, pigghia la fiocina, accidilu).

Chist’è ‘na storia
D’un pisci spada
Storia d’amuri…
Dai e dai lu vitti lu vitti lu vitti
Pigghia la fiocina accidilu accidilu accidilu ahh…
Te pigghiaru ‘a la fimminedda drittu drittu ‘ntra lu cori
E chiancìa di duluri ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi
E la varca la strascinava e lu sangu ni curria
E lu masculu chiancìa ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi
E lu masculu parìa ‘mpazzutu
Mi dicia bedda mia nun chiancìri
Bedda nun chiancìri
Dimmi tia c’haju a fari…?
Rispunnia la fimminedda
Ccu nnu filu e filu ‘i vuci
Scappa scappa amuri miu
‘Ca sinò t’accidunu…
No no no no no amuri miu
Si tu mori vogghiu murìri ‘nzemi a tia
Si tu mori amuri miu vogghiu murìri…
Ccu nu saltu si truvàu ccu issa
‘Ncucchiu ‘ncucchiu cori a cori
E accussì finìu l’amuri
Di du’ pisci sfurtunati…
Dai e dai lu vitti lu vitti lu vitti
C’è puru lu masculu
Pigghia la fiocina accidilu accidilu ahhh…
Chist’è ‘na storia
D’un pisci spada
Storia d’amuri

— — —
Nota del maestro di piano forte e canto Fraternale Gian Vittorio:
“Emanuele Ferrara in arte Manuel Ferreira è un tenore autodidatta messinese, che grazie al suo registro vocale molto duttile, riesce ad interpretare brani di musica leggera, classica, napoletana e lirica. La sua voce è aperta, metallica nelle note intermedie, e sfocata nei registri alti.
Dà il meglio di se nella canzone napoletana classica e nelle arie liriche recitative.”

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