
Proprio la famiglia Bonello attuò diverse operazioni sulla struttura. Bonello dopo aver ucciso il consigliere del re, si nascose nel castello. Fu scoperto, catturato e torturato: gli vennero estratti gli occhi e recisi i tendini dei talloni e rinchiuso in una delle tue torri. Si narra che il fantasma di Bonello appaia spesso, forse in cerca di pace.
Uccisi i membri della corte, fu avviata una caccia ai musulmani, ritenuti usurpatori. Saccheggi e fiamme e perso il patrimonio librario (fu persa l’edizione in latino del Kitāb Rujār) e artistico (fra tutti si ricorderanno il planisfero d’argento e la sfera armillare realizzati dal grande geografo arabo Idrisi per conto di Ruggero II) e preziosissime porcellane. Incendiati gli atti degli archivi e i registri del catasto, l’harem saccheggiato e violentate le donne. Obiettivo era la conquista di Palermo, ma gli uomini leali al Re riuscirono a far liberare Guglielmo I dalla folla palermitana che abbandonò i congiurati, accusati di interessi personali nella congiura. Alla fine della sommossa nel palazzo una freccia all’occhio ferì il piccolo Ruggero che sarebbe morto tra le braccia del re. Bonello fu arrestato e condotto in una fortezza limitrofa al palazzo reale, poi gettato nei sotterranei. In seguito accecato e deforme, morì. Tuttora alcuni visitatori raccontano che nel castello di aver hanno percepito strane presenze. Altri hanno riferirebbero di aver udito le urla paragonabili alle orribili torture causate a Bonello.