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“Impatto visivo” di Ignazio Pandolfo

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Ignazio Pandolfo è un artista che spazia dalla scrittura alla pittura, alla fotografia con una tempra creativa invidiabile

Ignazio Pandolfo è un artista che spazia dalla scrittura alla pittura, alla fotografia e dimostra di avere una tempra creativa e una concentrazione invidiabili. Il risultato è un “continuum” creativo sorprendente.

Nel complesso periodo di lockdown ha pubblicato due romanzi e generato un’articolata produzione pittorica che, venerdì 11 febbraio 2022, ha dato vita alla mostra “Impatto visivo” nello spazio espositivo “L’Opera al Centro” al Teatro Vittorio Emanuele.

 

 

Il titolo offre subito il primo indizio; non si tratta di un “minuetto” pittorico tra l’artista e il pubblico, bensì di un contatto, anche violento, tra le opere ed il singolo spettatore.
Nell’introduzione al catalogo, scritta dallo stesso Pandolfo, sono chiaramente delineate le coordinate della sua azione e la sua risposta alla domanda: “Dipingere oggi … perché…. cosa?”.

L’avvertenza è d’obbligo, se qualcuno pensasse di trovare lì la strada per arrivare al contenuto e a modelli ben definiti, rimarrà deluso.
Dopo avere abbracciato un linguaggio pittorico astratto e, come ama definire “a concettuale”, Ignazio Pandolfo spiazza tutti con laconiche certezze sull’origine, il contenuto e le finalità delle sue opere: “Non lo so! Da parte mia non c’è nessun messaggio! Niente storie da raccontare! Non ho inteso trasmettere nulla che mi riguardi!”.

Orfani delle spiegazioni, ma al contempo liberati da traduzioni perentorie e vincolanti, non resta che affrontare direttamente l’impatto con i quadri. L’Autore, defilandosi, agevola, sì, l’innesco emotivo tra l’opera e lo spettatore, ma al contempo– è una mia considerazione – l’abile strategia gli permette di filmare indisturbato un’imprevedibile narrazione “collaterale”.

L’impatto visivo con i quadri di Ignazio Pandolfo è immediato ed esplosivo, si è investiti dalla luce dei colori più sgargianti o inghiottiti dall’oscurità, solo successivamente si cominciano a mettere assieme i frammenti.

La ricostruzione è personale, attinge a risorse proprie, perché non si può solo guardare. È istintivo per molti costruire una narrazione, comporre le immagini, assemblare i particolari per poi cercarli in ogni quadro.
Infatti, la scoperta di forme comuni nelle opere di Ignazio Pandolfo apre le porte a nuove indagini; gli ingranaggi attivano movimenti immaginari, i dischi da taglio o le corone dentate partecipano ad un sistema di forme conosciute e di apparenze indefinibili, amalgamate in un caos controllato che genera forti emozioni.
È una mostra di “impatto”, che ha registrato un alto numero di partecipanti all’inaugurazione.

Sono intervenuti alla presentazione l’Autore, il direttore artistico Giuseppe La Motta, il Presidente dell’Ente Teatro Orazio Miloro ed il consigliere Giuseppe Ministeri.
La giornalista Milena Romeo ha introdotto l’incontro illustrando il percorso ed il pensiero artistico di Ignazio Pandolfo.

La mostra potrà essere visitata tutti i giorni, escluso il lunedì, dall’11 al 22 febbraio nelle fasce orarie 10.00/12.30 – 16.00/18.40.




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