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Indiegeno all’alba e Max Gazzè al teatro antico di Tindari chiudono la manifestazione

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E’ intorno alle 5.40 che fa il suo ingresso Max Gazzè, leggermente indisposto per via di una laringite

Si è chiuso ieri, nella magica cornice del teatro antico di Tindari, l’Indiegeno Fest, giunto quest’anno alla ottava edizione. Un festival che promuove musica e cultura e che ha dato la possibilità di godere delle performance musicali di tante new entry del panorama musicale italiano, tra cui Mara Sattei, Venerus, Yuman, De Leo. Attenzione particolare alle location degli eventi, inseriti all’interno di scenari suggestivi del territorio messinese, come la spiaggia di Patti, il centro storico della cittadina e Marinello.

Il pop melodico e raffinato di Avincola ha dato il via, ieri, all’”Indiegeno all’alba”, attraversando la notte sulle note di brani come Limone, Turisti, Letti e Goal, presentata dall’artista romano nella sezione Nuove Proposte a Sanremo 2021.

E’ intorno alle 5.40 che fa il suo ingresso Max Gazzè, leggermente indisposto per via di una laringite, ma ugualmente riesce a regalare emozioni in musica ad un pubblico che lo acclama. Uno dietro l’altro i tanti successi della lunga carriera del cantante. La musica consuma la notte, mentre il teatro balla al suono di Una musica può fare. Ed è già alba.

Un’alba insolita, luminosissima e rock.

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