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International Jazz Day, le parole di Rosalba Lazzarotto

Avantgarde Music School
A Messina, ad onorare questa prestigiosa ricorrenza, ci ha pensato l'Avantgarde Music School con Rosalba Lazzarotto

Lo scorso 30 aprile si è celebrata in tutto il mondo la Giornata Internazionale del Jazz, una festa proposta dall’Unesco.

A Messina, ad onorare questa prestigiosa ricorrenza, ci ha pensato l’Avantgarde Music School con Rosalba Lazzarotto, polo di attrazione dove, a titolo gratuito, si sono svolti eventi tematici sin dal primo pomeriggio. La partecipazione è stata ampia. Il pubblico ha assistito a performance e laboratori, condotti da docenti qualificati, pensati per tutte le età.

Abbiamo intervistato Rosalba Lazzarotto che ci ha raccontato le fasi salienti di quella giornata.

D: Cos’è stato per te celebrare questa giornata così importante proprio qui all’Avantgarde Music School, polo di attrazioni per tutti gli appassionati di musica jazz e non solo.
R: Questo per noi è il nono anno di attività del centro di formazione musicale Avantgarde Music School, in particolare per quanto riguarda il jazz. Il 30 aprile per noi della scuola è sempre stato un momento in cui si festeggiano tante cose: innanzitutto il jazz, la maggior parte dei docenti di questa scuola di musica si è formata con questo genere musicale. E poi perché è il compleanno dell’Avantgarde, che cade proprio in concomitanza dell’International Jazz Day. Quest’anno per me la festa è coincisa con il momento della rinascita, e ho percepito lo stesso sentimento negli occhi dei quasi 200 ospiti che hanno risposto all’invito proposto dal nostro centro culturale. Negli occhi di coloro che entravano a vedere le varie iniziative che abbiamo proposto era palpabile la voglia di ricominciare, sotto l’egida di un genere musicale, quale è il jazz, che lascia spazio alle emozioni; attraverso le improvvisazioni si può tirar fuori una parte di sé. Il jazz è un vero e proprio stile di vita.

D: Quali attività avete proposto?
R: Parecchie. Con il laboratorio “Giochiamo con il jazz” abbiamo spiegato ai bimbi più piccoli (dai 5 agli 8 anni) la storia del genere musicale. Insieme a loro abbiamo fatto un viaggio alla scoperta di un mondo a loro sconosciuto. È stato un primo approccio che ha prodotto ottimi risultati. Con il laboratorio della musica d’insieme, coordinato da me, Claudio Palana, Federico Saccà e Gianluca Coppo, gli adolescenti hanno formato un gruppo ed hanno eseguito brani della tradizione jazzistica. È stato importante anche il coinvolgimento delle scuole, tra le quali l’istituto Jaci, con cui stiamo portando avanti un progetto dal titolo “Lo Jacincoro”, assieme all’aiuto della professoressa Paola Lucchesi. Questo progetto era stato fortemente voluto dalla Dirigente Scolastica Maria Rosaria Sgrò già prima del lockdown. Non è mancata neppure la presentazione del libro “Sulla musica”, scritto da Giuseppe Costa, con la presentazione di Carlotta Crescenti. Si è dato spazio anche al gruppo di musicisti adulti, capitanato da Fabrizio Franzini con Giuseppe Speciale, Lillo Giacoppo e Pino Salvini. È intervenuto anche Luciano Troja che, accortosi che c’erano in sala i componenti dello storico Jazz Entertainment, il nostro gruppo di esordio, ha chiamato sul palco Fabrizio Franzini, me e Pino Salvini, e a quel punto si è pensato di improvvisare qualcosa, in perfetto stile jazz. Il laboratorio di danza contemporanea, condotto da Giorgia Briguglio, è stato accompagnato dalla musica dal vivo di Federico Saccà ed Elena Vicinanza. Alla fine c’è stata anche la jam session, molto gradita ai musicisti messinesi, della provincia e persino calabresi. Tutto questo con il patrocinio gratuito dei Lions Club Tyrrenum.

D: Sono previsti altri progetti futuri di questo tipo?
R: Questo è stato solo l’inizio, la moltitudine delle persone presenti in sala mi ha dato la spinta per progettare quello che faremo. Il mio intento è quello di continuare i laboratori, tra i quali quello di musicoterapia guidato da Dario Naccari insieme a me, quello del teatro che vedrà coinvolti i bambini, come è stato proposto all’International Jazz Day da Elena Grimaldi, quello di danza contemporanea, coordinato dalla docente Giorgia Briguglio, e svolto con la musica dal vivo che ha lasciato spazio alla libera espressione di sé. Molti giovani vogliono portare avanti il loro sogno musicale e credo che Messina meriti un luogo dove ognuno possa sentirsi libero di fare ciò che più gli piace. Ci sono tanti talenti in giro, tanti germogli di jazz e non solo pronti a sbocciare.

D: Tu sei una musicista jazz e anche una psicologa. Il mondo del jazz, come detto, entra un po’ nella psiche umana con l’intenzione di scavare nelle passioni e nelle emozioni, a volte in contrasto, dell’uomo. Cosa rappresenta per te il jazz?
R: Il jazz per me è una forma di psicoterapia. Perché è attraverso il jazz, e l’ho sperimentato sulla mia persona ma anche attraverso le esperienze di docenza che ho avuto negli ultimi trent’anni, che jazz e psicoterapia si fondono in una cosa sola. Molto spesso i musicisti usano la musica in maniera catartica, psicoterapeutica. Chi intraprende questo tipo di percorso trova sicuramente un riscontro concreto.




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