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La lezione di Mattarella

mattarella
non è una mossa di “antipolitica” ma profondamente “politica”

Nonostante tutto siamo fortunati.

Se chiedete in giro chi sono, nella nostra penisola, le persone più stimate ed amate la risposta sarà unanime e tutti guarderanno a Roma.

Una è oltre Tevere: Francesco, il Papa venuto d lontano.


L’altra è sul colle più alto di Roma: Sergio Mattarella, un professore siciliano prestato alla Politica.

Per dare uno sbocco ad una crisi politica “irresponsabile” ed “incomprensibile” fatta scoppiare in un momento grave per il Paese, Mattarella, dopo il tradizionale giro di consultazioni, aveva affidato un incarico “esplorativo” al Presidente della Camera Fico con un tempo a disposizione lunghissimo se raffrontato alle urgenze del momento.

Mattarella si rendeva conto della eccezionalità della situazione, del bisogno di chiarezza, di porre tutte le forze politiche di fronte le proprie responsabilità e bloccare l’indecoroso “mercato delle vacche” che poteva potare solo ad un governicchio costantemente sotto ricatto del primo che passa per la strada.

Il Presidente Fico ha fatto un egregio ed utile lavoro, sorretto anche dal senso di responsabilità di una parte del mondo politico, ma si è scontrato con un “guastatore di professione” che, di ora in ora, alzava sempre di più l’asticella, che diceva cose opposte secondo il momento e l’interlocutore: quel giamburrasca fiorentino, il senatore Renzi, che davanti le telecamere rinunciava alle “poltrone” per chiedere poi, nel chiuso delle stanze, tre o quattro ministeri ed il sostanziale controllo del fiume di danaro che dovrebbe arrivare dall’Europa !

Consumato il tempo a disposizione il Presidente Fico è andato a riferire al Capo dello Stato.

Mentre tutti si esercitavano nelle ipotesi più fantasiose e contradittorie, Mattarella si è dimostrato all’altezza del compito assumendo immediatamente una decisione chiara e ferma per mettere al sicuro gli interessi profondi ed immediati del Paese.

Sergio Mattarella non ha esitato ed applicando interamente, nello spirito e nella lettera, la Costituzione ha dato una lezione di “responsabilità” e di “politica”.

L’immediato incarico per un governo destinato a concludere la legislatura e traghettare l’Italia fuori dalla morsa pandemica e dalla inusitata crisi economica non è una mossa di “antipolitica” ma profondamente “politica”.

E’ anche una lezione di attaccamento alle Istituzioni, difese con dignità ed onore, a fronte a politicanti di basso profilo che del teatrino e dei ricatti hanno fatto un mestiere mettendo in crisi la “buona politica” che pur in Italia esiste.

I risultati concreti che la mossa di Mattarella porterà non è dato saperli…. li vedremo nel tempo: intanto “Grazie Presidente” !

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Questo il discorso integrale del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prima dell’annuncio della convocazione di Mario Draghi al Quirinale.

“Ringrazio il presidente della Camera dei deputati per l’espletamento impegnato, serio e imparziale del mandato esplorativo che gli avevo affidato.
Dalle consultazuioni al Quirinale era emersa come unica possibilità di governo a base politica quella della maggioranza che sosteneva il governo precedente. La verifica della sua concreta realizzazione ha dato esito negativo”.
“Vi sono adesso due strade fra loro alternative: dare immediatamente vita a un governo, adeguato a fronteggiare le gravi emergenze presenti, sanitaria, sociale, economica-finanziaria, ovvero quella di immediate elezioni anticipate. Questa seconda strada va attentamente considerata perché le elezioni rappresentano un esercizio di democrazia. Di fronte a qeusta ipotesi ho il dovere di porre in evidenza alcune circostanze che oggi devono fare riflettere sull’opportunità di questa soluzione”.
“Ho il dovere di sottolineare come il lungo periodo di campagna elettorale e la conseguente riduzione dell’attività di governo coinciderebbe con un momento cruciale per le sorti dell’Italia”.
“Sotto il profilo sanitario, i prossimi mesi saranno quelli in cui si può sconfiggere il virus oppure rischiare di esserne travolti. Questo rinchiede un governo nella pienezza delle sue funzioni, per adottare i provvedimenti via via necessari, e non un governo con attività ridotta al minimo, come è inevitabile in campagna elettorale. Lo stesso vale per lo sviluppo decisivo della campagna di vaccinazione, da condurre in stretto coordinamento fra lo Stato e le Regioni”..
“Sul versante sociale, fra l’altro, a fine marzo verrà meno il blocco dei licenziamenti, e questa scadenza richiede decisioni e provvedimenti di tutela sociale adeguati e tempestivi, molto difficili da assumere da parte di un governo senza pienezza di funzioni, in piena campagna elettorale”.
“Entro il mese di aprile va presentato alla Commissione europea il piano per l’utilizzo dei grandi fondi europei ed è fortemente auspicabile che questo avvenga prima di quella data di scadenza, perché quegli indispnsabili finanziamenti vengano impegnati presto. E prima si presenta il piano, più tempo si ha per il confronto con la Commissione. Questa ha due mesi di tempo per discutere il piano con il nostro Governo, con un mese ulteriore per il Consiglio europeo per approvarlo. Occorrerà quindi successivamente provvedere tempestivamente al loro utilizzo per non rischiare di perderli”.
“Un governo dall’attività ridotta non sarebbe in grado di farlo. Per qualche aspetto, neppure piotrebbe e non possiamo permetterci di mancare questa occasione fondamentale per il nostro futuro”.
“Va ricordato che dal giorno in cui si sciolgono le Camere, a quello delle elezioni, sono necessari almeno 60 giorni.
Successivamente ne occorrono poco meno di 20 per proclamare gli eletti e riunire le Camere. Queste devono nei successivi giorni nominare i propri organi di presidenza. Occorre quindi formare il Governo e questo per operare a pieno ritmo deve ottenere la fiducia di entrambe le Camere. Deve inoltre organizzare i propri uffici di collaborazione nei vari ministeri. Dallo scioglimento delle Camere nel 2013 sono trascorsi quattro mesi, nel 2018 sono trascorsi cinque mesi. Si tratterebbe di tenere il nostro Paese con un Governo senza pienezza di funzioni per mesi cruciali, decisivi per la lotta alla pandemia, per utilizzare i finanziamenti europei e per far fronte ai gravi problemi sociali. Tutte queste preoccupazioni sono ben presenti ai nostri concittadini, che chiedono risposte concrete e rapide ai loro problemi quotidiani”.
“Credo che sia giusto aggiungere una ulteriore considerazione. Ci troviamo nel pieno della pandemia, il contagio del virus è diffuso e allarmante, e se ne temono nuove ondate nelle sue varianti. Va ricordato che le elezioni non consistono soltanto nel giorno in cui ci si reca a votare ma includono molte e complesse attività precedenti per formare e presentare le candidature. Inoltre, la successiva campagna elettorale richiede inevitabilmente tanti incontri affollati, assemblee, comizi. Il ritmo frenetico elettorale è pressoché impossibile che si svolgano con i necessari distanziamenti”.
“In altri Paesi, in cui si è votato obbligatoriamente perché erano scadute le legislature dei parlamenti o i mandati dei presidenti, si è verificato un grave aumento dei contagi. Questo fa riflettere, pensando alle tante vittime che purtroppo continuiamo ogni giorno, anche oggi, a registrare. Avverto pertanto il dovere di rivolgere un appello a tutte le forze politiche presenti in Parlamento perché conferiscano la fiducia a un governo di alto profilo che non debba identificarsi con alcuna formula politica. Conto quindi di conferire al più presto un incarico per formare un governo che faccia fronte con tempestività alle gravi emergenze non rinviabili che ho ricordato”.

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