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La pedagogista siciliana che aiuta on line bambini ed adulti

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Laureata in Scienze dell’educazione, la Pedagogista ha saputo coniare eccellentemente il suo mestiere con la passione per i bambini diversamente abili

È ancora una gelida giornata di Aprile, quando incontriamo in videochiamata la bella Dottoressa Caterina Russo di Alcamo, consorzio di Trapani, paese della Sicilia Occidentale. Questo paese ci unisce culturalmente a Cielo d’Alcamo, autore di uno dei più antichi componimenti in dialetto romanzo siciliano, “Rosa fresca aulentissima”.

Ricorda la creatività dell’Autore, la valorizzazione del paesaggio, della storia, dell’arte e delle tradizioni della Città che ha fatto nascere il Poeta del contrasto. Da qui il favoloso viaggio nella Città di Alcamo, per rinvenire la sua “intelligentia terrae”. A Cielo d’Alcamo, poeta della Scuola Siciliana, sorta nel XIII secolo alla Corte palermitana di Federico II, è attribuito il dialogo o mimo, tra l’amante che provoca e la donna, che, prima è altera, poi acconsente. Cultura e intellettualità sono proprio l’immagine della Dott. Caterina Russo, detta Ketty.

Ispira grande simpatia sin da subito. Sorriso aperto e smagliante, con due occhioni grandi e rassicuranti. Due bellissime figlie, delle quali sembra la sorella maggiore. Le ragazze sono Vittoria di 14 anni, che frequenta il primo anno del liceo linguistico; Serena 17, che studia Scienze umane. Nella sua interessante intervista non tralascia la figura del fratello Giuseppe, nè quella della sua mamma, che ha 85 anni ed è originaria di Patti, in provincia di Messina. I valori impartiti sono quelli elargiti da una donna forte d’altri tempi. Ha tramandato loro soprattutto la semplicità, essere umili sempre. Oltre ad essere una pedagogista clinica, la Dott.ssa è anche una docente di sostegno nella scuola primaria del suo paese. È titolare presso Torretta(Pa), in assegnazione provvisoria ad Alcamo, nell’Istituto comprensivo “Pietro Maria Rocca”, gestito in maniera encomiabile dalla Dirigente scolastica Dott.ssa Silvana Genco. La pedagogia clinica è una terapia diretta a persone di ogni età con varie patologie, sindrome di Down, autismo, epilessia, ritardi cognitivi e problemi di vario genere.

 

 

Laureata in Scienze dell’educazione, la Pedagogista ha saputo coniare eccellentemente il suo mestiere con la passione per i bambini diversamente abili. Specializzata nel settore clinico, ha un suo studio privato, aperto dodici anni fa, dove incontra persone con variegate problematiche. Le brillano gli occhi quando si parla della sua attività. Afferma di avere casi di tutte le età, bambini, adolescenti, giovani coppie, anziani. Attraverso i metodi della Pedagogia clinica, i pazienti vengono messi a proprio agio per poter esprimere quali siano i propri disagi. A quale sia stato l’imput per la scelta lavorativa, Caterina risponde che in primis il suo carattere, la voglia di condividere le esperienze difficili altrui, L’altra, e forse più importante, motivazione è dovuta al fatto che è figlia di un medico. È venuto a mancare quando, giovanissima, aveva solo sedici anni. Con lui condivideva le esperienze di medicina, l’amore profuso per il suo lavoro, l’essere vicino agli ammalati e ai sofferenti. Era, così, che papà offriva il suo conforto, le cure e il sostegno morale si pazienti. Da ciò la necessità della Russo di aiutare gli altri, di non farli sentire giudicati, di essere liberi di essere ascoltati da chi non dà sentenze. I bambini manifestano i loro disagi con il gioco, con disegni spontanei, dove si raccontano. Molte disagi dei bambini e adolescenti derivano da disturbi dell’apprendimento, difficoltà comportamentali, disagi legati alla separazione dei genitori. La Russo si dedica con tutta sè stessa, per evitare autolesionismi, bullismi e in ultimo suicidi. È previsto, in accordo con la famiglia, un coordinamento anche con la scuola. Per gli anziani studia le difficoltà, disagi relazionali, gestione dello stress emotivo e psicofisico legato a difficoltà di salute ed è supporto ai familiari. Molte le pazienti donne che si liberano dei loro disagi. Vogliono essere libere e autonome, capite, per evitare attacchi di ansia e panico. La Pandemia ha creato isolamento in tutte le età: i bambini dopo la DAD sono rimasti legati alla madre. È difficile staccarsi facilmente dal grembo materno. La solitudine in famiglia è stata la parola chiave, persino nelle famiglie numerose. La coppia critica in Pandemia è giunta alla separazione in modi diversificati. La strategia più giusta per la risoluzione è quella di creare rapporti civili tra le coppie. Si cerca un terreno favorevole per i figli, perché non si sentano abbandonati e soli.

La Dott.ssa Russo per il futuro ha dei programmi di colossale entità: Expat, un suo progetto di Pedagogia clinica on line per gli emigrati all’estero. Ha già incominciato a fare terapia di questo genere in piena Pandemia, partendo da Milano e poi tutta Italia. Molti siciliani all’estero parlano solo l’italiano. Non conoscendo bene la lingua del luogo dove vivono, non riescono a trovare professionisti capaci di parlare bene la lingua d’origine degli emigrati. Sarebbe un’efficace soluzione collegarsi in videochiamata whatsapp o con altri canali telematici.

Sarebbe importante emotivamente, in quanto le problematiche sarebbero risolvibili, anche attraverso le distanze. Tante le persone che ne avrebbero un apporto benefico, traendone numerosi vantaggi. La Pedagogista vuole ringraziare il Cav. Josephine Buscaglia Maietta, giornalista e presentatrice della nota trasmissione radiofonica Sabato Italiano di Radio Hofstra University di New York, per il suo sincero interessamento alle problematiche sociali nel mondo. Conosciuta tramite il Consigliere Vincenzo Arcobelli del Consiglio generale italiani all’estero, è contenta di aver verificato le sue doti. Salvo Mulè, presidente CSNA, confederazione dei siciliani del Nord America, prima di partire a settembre per l’America, ha incoraggiato la Pedagogista clinica nel progetto. Ai Siciliani d’America vuole dire di non dimenticare mai le proprie origini e di usare fermezza per potersi integrare nella loro seconda patria. La Sicilia è un mondo tanto diverso, che diventa un tutt’uno con gli emigrati all’estero. È, perciò, che all’intellettuale sicula auguriamo un felice connubio non solo con tutta l’Italia, ma anche con il resto del mondo.




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