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Milazzo: si discute sulla transizione ecologica del polo energetico

dibattito
Grande assente la Raffineria Mediterranea, che per l’occasione ha preferito inviare una lettera.

Sembra aver causato in città un vero e proprio terremoto politico, il decreto emesso in sede AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) che di fatto stabilisce un limite sulle emissioni e prepara la chiusura della Raffineria di Milazzo.

Se n’è discusso ieri a Palazzo D’Amico, all’incontro promosso dal PD locale e intitolato “La transizione ecologica del polo energetico di Milazzo”. Oltre alla cittadinanza tra i partecipanti vi erano gli amministratori locali dei comuni in cui ricade l’area industriale, i parlamentari Barbara Floridia e Pietro Navarra e la triade sindacale.

Grande assente la Raffineria Mediterranea, che per l’occasione ha preferito inviare una lettera.

Dal dibattito è emersa una situazione di massima allerta, anche in vista delle prevedibili ricadute occupazionali che la chiusura della più importante industria presente nel comprensorio determinerebbe. Scenario alquanto temuto dal concerto delle forze politiche cittadine, dai sindacati e dalla stessa RAM, che tramite il suo direttore generale, ing. Luca Amoruso, nella seduta del consiglio comunale di qualche giorno fa aveva dichiarato l’intenzione dell’azienda di voler “continuare a dare lavoro ed investire sul territorio, senza sottovalutare l’ambiente”.

I lavori sono stati aperti dai dirigenti locali del PD i quali hanno sottolineato l’importanza dello sviluppo e della sua implementazione all’interno del processo di transizione ecologica del polo industriale mamertino, soprattutto in questa fase dove è possibile attingere alle risorse del PNRR. Quindi partendo da una considerazione di carattere generale, Giuseppe Fera, responsabile PD Dip. Territorio, ha espresso la personale convinzione della possibilità di una positiva riconversione industriale.

A seguire gli interventi del sindaco Pino, dell’assessore del comune di Pace del Mela Schepis, e del primo cittadino mamertino Midili, i quali hanno evidenziato l’esigenza di unire le forze per garantire l’occupazione territoriale nell’ambito di una transizione ecologica che deve avvenire nel rispetto e nella salvaguardia del polo industriale certamente adeguato ai nuovi standard ambientali.

Di questo orientamento anche il responsabile della Centrale A2A ing. Francesco Farilla, a capo di un’azienda che garantisce il funzionamento della rete energetica in Sicilia e attualmente impegnata nella riconversione degli impianti al fine di ottenere una drastico calo degli indici d’inquinamento, anche ricorrendo a un piano basato sul riciclo dei rifiuti solidi urbani da cui ricavare gas, bio-gas ed energia elettrica.

Dal mondo sindacale si è invece posto l’accento sulle difficoltà di un processo di conversione che andrebbe a interessare la Raffineria, optando per uno sviluppo contrario alla produzione degli additivi come avvenuto a Porto Marghera e Gela, a motivo di quella che viene considerata una soluzione di basso impatto occupazionale e produttivo. Ed ancora indicando la necessità di una progettualità condivisa dai Comuni interessati per garantire i livelli occupazionali che coinvolgono 5.000 famiglie.

Molto attesi anche gli interventi dell’on. Navarra, il quale ha espresso le sue preoccupazioni e rilanciato il tema dello sviluppo sostenibile quale soluzione al problema, e quello molto appassionato e di tenore ben diverso da tutti gli altri della senatrice M5S Floridia, che ha inquadrato la presenza della Raffineria in un contesto storico ormai mutato e nel quale la RAM, nonostante sia stata più volte convocata al MISE per garantire una progettualità futura, ha mancato di fornire risposte in tal senso. Pertanto – ha continuato la senatrice – in vista di una chiusura quasi scontata alla luce della inesorabilità di un processo di transizione avviato da tempo al livello mondiale, ha pure stigmatizzando comportamenti aziendali spesso ricattatori a scapito dei lavoratori, tanto più quando occorre investire nei processi di riconversione.

In conclusione, stante la necessità di avviare la riconversione del polo industriale e di collocarlo tra le priorità del governo nazionale, per scongiurare la rapida chiusura della RAM si è data notizia dell’iniziativa comune dei sindaci di Milazzo e San Filippo del Mela di scrivere direttamente al ministro Cingolani.

 




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