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Missione “100 Climate-neutral and smart European cities by 2030”

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La Commissione offrirà ampio supporto alle 100 città impegnate verso la neutralità climatica

 L’Ue cerca 100 città climaticamente neutre entro il 2030, e l’UGI è pronto ad aiutarle.

 

L’Unione Geotermica Italiana (UGI) si mette a disposizione dei Comuni interessati per aiutarli a pianificare generazione distribuita, mobilità elettrica e reti per riscaldamento e raffrescamento ambientalmente sostenibili. Le città coprono solo il 3% della superficie terrestre, ma producono circa il 72% di tutte le emissioni globali di gas serra che siamo chiamati ad abbattere entro il 2050 per fronteggiare la crisi climatica in corso. È chiaro dunque dove inizia la sfida, e per vincerla la Commissione Ue cerca 100 città europee pronte a trasformarsi in un’avanguardia internazionale.

 

È stata infatti lanciata la missione europea 100 Climate-neutral and smart European cities by 2030 (https://bit.ly/3prZu0w) , dedicata alla città (o ai quartieri) con più di 50mila abitanti, che possono candidarsi avanzando una manifestazione d’interesse entro il 31 gennaio 2022 (https://bit.ly/3H6SyvW).

Un percorso condiviso, in quanto le città aderenti inizieranno un percorso guidato per la formulazione di una candidatura basata su un Progetto condiviso con i cittadini; sarà poi la Commissione, entro fine aprile 2022, ad ufficializzare l’elenco delle città aderenti a una sfida in grado di migliorare radicalmente la qualità di vita per i cittadini.

La Commissione offrirà ampio supporto alle 100 città impegnate verso la neutralità climatica, offrendo servizi di consulenza finanziaria e tecnica per accedere a finanziamenti pubblici e privati ed una stretta collaborazione con la Banca europea per gli investimenti (Bei), con le banche nazionali e investitori privati europei selezionati; inoltre, la Ue supporterà le città attraverso attività di networking e gemellaggio per la promozione dello scambio tecnologico e la diffusione a livello continentale delle buone pratiche. Ma il supporto per le città, in questa sfida cruciale per la decarbonizzazione europea, non arriverà solo da Bruxelles.

Anche l’Unione Geotermica Italiana – l’associazione indipendente e senza fini di lucro che ha come scopo quello di promuovere lo sviluppo della geotermia in Italia – è già pronta a scendere nell’arena.

«Con le competenze professionali, accademiche e di ricerca dei suoi soci, e la sua rete di collaborazioni locali ed internazionali, l’UGI – dichiara il neo-presidente dell’Unione, Bruno Della Vedova – si mette a disposizione delle Amministrazioni interessate per aiutarle a pianificare una riqualificazione del tessuto urbano e dei servizi che preveda generazione distribuita, mobilità elettrica e reti per riscaldamento e raffrescamento ambientalmente sostenibili».

Si tratta di un assist particolarmente importante, visti i risultati già conquistati sul campo dalla geotermia sulla strada della decarbonizzazione. In tutto il centro-sud del Paese, sono 6 gli unici Comuni italiani già certificati da Legambiente come 100% rinnovabili – ovvero dove le fonti rinnovabili riescono a soddisfare i consumi elettrici e termici delle famiglie residenti –, e sono tutti piccoli Comuni geotermici toscani. Soprattutto, al momento c’è una sola area vasta in Toscana (e in Europa) che è stata certificata come carbon free, ovvero la Provincia di Siena: in questo territorio nel cuore della Toscana le emissioni di gas serra delle attività antropiche si sono già ridotte tanto da essere completamente bilanciate dalla capacità degli ecosistemi locali di assorbire CO2, anche grazie al fatto che la geotermia arriva a coprire il 92% dell’elettricità prodotta localmente. Per le Amministrazioni comunali pronte, insieme ai propri cittadini, a imboccare davvero la strada della transizione ecologica e coglierne per primi i vantaggi, l’Ugi si mette già da oggi a disposizione: per contatti è sufficiente scrivere a “info@unionegeotermica.it”, mettendo in oggetto: “100 città”.

«Abbiamo bisogno di città in prima linea nei nostri sforzi per raggiungere la neutralità climatica – conclude la commissaria Ue per l’Innovazione, Mariya Gabriel – È bello vedere l’entusiasmo e l’ambizione che in molti hanno già condiviso con noi. Vorrei incoraggiare fortemente le città a partecipare a questa call, non solo quelle che sono già molto avanti nel loro viaggio verso la neutralità climatica, ma anche quelle che si trovano in una fase precedente della loro trasformazione».

 




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