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Perché 13 e 17 sono considerati numeri sfortunati? Le origini di una credenza

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I greci sono sempre stati avvezzi a fisime di questo tipo

In un settore come quello del gioco in cui i numeri la fanno da padrona, non deve sorprendere se qualche giocatore sia particolarmente superstizioso e restio a puntare su determinati numeri.

Come noto, il 13 e il 17 sono considerati dei numeri sfortunati, ma non tutti sanno a cosa è dovuta questa credenza. Se abbinato al venerdì, tra l’altro, il 17 assume un significato ancora più nefasto. Il venerdì richiama alla mente il venerdì Santo, cioè il giorno della morte di Gesù, mentre il 17 era malvisto dai matematici greci perché si poneva nel mezzo fra il 16 e il 18, che invece rappresentavano figure definite come i quadrilateri.
I greci sono sempre stati avvezzi a fisime di questo tipo: basti pensare che non completavano la costruzione dei templi e lasciavano volutamente fuori un mattone, in quanto il concetto di perfezione non era loro congeniale.

Stando all’Antico Testamento il diluvio universale si verificò in un giorno 17. Un’interpretazione della negatività assoluta del 17 che può risultare di più facile comprensione viene offerto invece dagli antichi romani, sulle cui tombe appariva spesso e volentieri la scritta latina “VIXI”, cioè “ho vissuto”, quindi “sono morto”. Dato l’impiego dei numeri romani, “VIXI” poteva essere visto come un anagramma di “XVII”, ovvero 17, senza considerare che l’analfabetismo imperante allora portava in tanti a confondersi e a pensare che sulle tombe fosse riportato un inspiegabile 17.

Nei Paesi anglosassoni è però il venerdì 13 a essere giudicato come iellato, nonostante le ragioni non siano chiarissime. Probabilmente, i due dati non sarebbero nemmeno correlati tra loro. 13 corrisponde comunque al numero di persone presenti all’ultima cena. Una data storica può forse venirci in soccorso per trovare altre spiegazioni: il 13 ottobre del 1307 il re Filippo il bello ordinò il massacro dei Templari per evitarne l’espansione e impadronirsi dei patrimoni che avevano racimolato negli anni. Era un venerdì.

In psicologia esistono addirittura dei termini specifici per indicare la paura di numeri e date del genere. Con la triscaidecafobia si indica un timore irragionevole del numero 13, mentre l’eptacaidefobia riguarda la paura verso il 17.

Occhio anche alla parascevedecatriafobia, che si traduce nel terrore specifico nei confronti del venerdì 13, soprattutto in America. Dati alla mano, in quel giorno si perdono anche milioni di dollari negli affari tra i vari stati a stelle e strisce e il numero di incidenti automobilistici aumenta sensibilmente. Non per tutti, però, le paure sono associate agli stessi numeri.
Nei Paesi latini è il martedì ad essere condannato, mentre in Giappone il venerdì 13 porterebbe persino fortuna.

Considerando che c’è persino chi non vuole lavorare in queste date ritenute così pericolose, è evidente che nel gioco c’è chi si allontana costantemente da alcuni numeri. Conoscere curiosità su superstizioni e costumi nel mondo del gioco d’azzardo può essere interessante per intuire come si comporterà o come non si comporterà un altro giocatore. In sostanza, però, non c’è nessuna evidenza scientifica dietro alla sfortuna. Che si tratti di un gioco di carte o di un gioco basato sull’estrazione di numeri come il bingo o la roulette, è sempre la sorte ad avere in mano il risultato finale.

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