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Piangere a volte fa bene e non determina debolezza

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Tutte le volte che avete giudicato perché il cuore non riusciva a trattenere le lacrime,tutte le volte che con le ciglia bagnate e il cuscino umido vi siete addormentati,sfiniti,tutte le volte che piangere e gridare è sembrato necessario e tutti gli altri zitti e sereni......

È proprio in quelle volte che molti individui si distinguono da altri.

Deboli? Fragili? 

Forse……. Oppure diversi, più umani, più sensibili, più veri.

A che serve nascondere ciò che in quel momento si prova se si mostra davanti a persone  di cui ti fidi e che rispetti,a che serve trattenere le lacrime,lo sfogo,il dolore,se questo c’è,a che serve aspettare di chiudere la  porta di casa ,di riagganciare il telefono o di chiudere la webcam per essere se stessi.

Charles Darwin una volta dichiarò che le lacrime emotive sono “senza scopo”.

Le lacrime sono sentimenti regalati a chi ti guarda.

Nella nostra società piangere viene ancora spesso considerato un segno di debolezza. Ma non è così.

 In realtà bisogna essere coraggiosi per lasciare che le nostre preoccupazioni scivolino via insieme alle lacrime.

Gli scienziati affermano che Il pianto è dunque visto come elemento di comunicazione emotiva ed affettiva, come strumento relazionale e segno di forza, non di debolezza. 

Un modo come tanti altri di scaricare lo stress ,di liberarsi da ciò che in quel momento  non deve essere trattenuto se si sente il bisogno di esternarlo.

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