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“Recovery Plan”: ancora miopia, provincialismo e ricerca di voti ….

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Messina ha già il suo Aeroporto: il Tito Minniti a Reggio Calabria

Riceviamo, e pur non condividendo i contenuti basilari, pubblichiamo:

“Continuano le azioni sinergiche e le iniziative dedicate alla rinascita della Sicilia e delle sue carenti infrastrutture, mirate all’ammodernamento e il potenziamento del sistema dei trasporti dell’Isola.

L’ing. Carmelo Di Bartola, portavoce del “Coordinamento Comitati Territoriali per l’Aeroporto nella provincia di Messina”, ha inviato proposte e suggerimenti per il miglior fine della missione “Recovery Plan” al Ministro per il Sud Mara Carfagna, alle massime cariche della Regione Siciliana, cosi come alla Deputazione messinese nazionale e regionale, nonché al Sindaco della Città Metropolitana di Messina. Il documento inviato, è una presentazione sintetica e aggiornata dello studio esposto a Messina nel maggio 2012, nel corso di un convegno svoltosi nel Salone degli specchi di Palazzo dei Leoni, redatto dall’ing. Di Bartola in collaborazione con il prof. Giuseppe Vermiglio .

 

L’ing. Di Bartola ha dichiarato: “In piena emergenza sanitaria è arrivato il momento di fare una scelta e di prendere alcune decisioni urgenti e indifferibili. L’aggiornamento del nostro studio scaturisce da una dovuta presa d’atto di molteplici e talvolta scoordinate iniziative concrete in applicazione di provvedimenti assunti ai più diversi livelli (nazionale, regionale locale) quali: il Patto per il sud (l.190/2014 e delibera CIPE 26/2016), la clausola del 34% (L.18/2017), la previsione delle Z.E.S. nelle regioni meridionali (legge 123/2017), l’istituzione della “A.d.S.P. dello Stretto” (l. 136/2018), l’istituzione delle due Z.E.S. siciliane (D.P.C.M 22/07/2020), l’elenco delle opere strategiche siciliane per il “Recovey Plan” (delibera Giunta Regione Siciliana 550/2020). Nel tempo tutta questa produzione normativa e le conseguenti opportunità offerte dai collegati piani operativi non sono riusciti a colmare il ritardo nel campo delle infrastrutture trasportistiche nella nostra provincia e questo che è una delle motivazioni principali che rendono il nostro territorio poco competitivo in termini di sviluppo socio-economico. In questo contesto, forse incide in maniera preponderante, continua Di Bartola la mancanza di un piano strategico della Città Metropolitana già da noi sollecitato al passato Sindaco Metropolitano Renato Accorinti e che adesso poniamo all’attenzione anche dell’attuale Sindaco Cateno De Luca. Peraltro, così come in passato, evidenziamo l’opportunità e l’urgenza di istituire e attivare il Forum Metropolitano previsto, a vario titolo, negli Statuti delle altre città metropolitane“.

 

I Comitati sostengono che il compito assegnato alle Regioni dal Governo Centrale a proposito del P.N.R.R. non è quello di “reclamare” risorse, piuttosto quello di “offrire in dono” all’Italia tutta le molteplici peculiarità del nostro Paese col fine di contribuire non solo alla rinascita nazionale ma anche a superare le locali più recenti e gravi criticità socio-economiche non dovute al Covid19, e che l’attuale tragedia pandemica contribuirà a rendere, soprattutto nel Sud ancora più gravi, e in Sicilia molto probabilmente irreversibili in assenza di interventi straordinari.

 

La U.E., a ragion veduta, attende dall’Italia un elenco di riforme e di opere infrastrutturali pubbliche improntate alla buona programmazione, ad un’efficace processo decisionale, ad una rapida realizzazione nel rispetto della legalità e della trasparenza.

 

Oggi, rifiutare la D.A.D. non significa solo reclamare il primato di una consona formazione scolastica ma anche sconfiggere una sindrome, che da troppo tempo condiziona la “Politica” allorquando affronta il tema delle opere pubbliche: prima Decide, poi Annuncia, infine è “costretta”, a torto o a ragione, a Difendere le opere decise. Sollecitando una approfondita e proficua lettura del documento, qui si anticipa che nell’ambito delle criticità del nostro territorio provinciale, fra l’altro si segnala l’oggettivo insufficiente livello, soprattutto qualitativo, dell’accessibilità a tutte le località turistiche (ad es. comprensorio di Taormina, arcipelago delle Eolie, antichi borghi del Parco regionale dei Nebrodi, Patti-Tindari, Capo d’Orlando e altre realtà). Tale fattore è stato generatore di strutturali diseconomie donde è derivato un livello di competitività, per esempio del comparto turistico, che penalizza le esclusive e impareggiabili potenzialità del nostro patrimonio ambientale, storico, architettonico, culturale e paesaggistico.

L’elenco delle 14 opere proposte, finora considerate utili e necessarie e di pari priorità, oggi a nostro avviso sono anzitutto necessarie oltre che utili, perché sono decisive per la tutela di diritti costituzionalmente garantiti del lavoro, salute, libera e paritetica mobilità sull’intero territorio nazionale.

 

Si è volutamente trascurare il tema dell’attraversamento dello Stretto, che merita un’accurata trattazione ma assicuriamo che lo faremo in una prossima nota specifica.

 

Come già anticipato al ministro Carfagna, è atteggiamento anacronistico, antistorico e dannoso continuare a discutere senza decidere in tema di opere pubbliche. A fronte delle indiscutibili lentezze e incertezze degli organi di governo ai diversi livelli istituzionali, occorre una decisa azione di popolo per sconfiggere un nemico al quale è stato concesso il diritto di parola oltre che un forte, se non esclusivo, potere decisionale: ci riferiamo al partito del “non fare” o peggio ancora del “non far fare”.

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(NdR) Molti concetti espressi son condivisibili ma il punto fondamentale (l’Aeroporto nella provincia di Messina) proprio non lo condividiamo e lo riteniamo obiettivo “provincialistico” che non tiene conto della complessità del sistema dei collegamenti, del costo di manutenzione di un Aeroporto e contrabbanda i benefici (lodevoli ma non rapportati ai costi) dimenticando che Messina ha già il suo Aeroporto (il Tito Minniti a Reggio).

 

Solo il voler solleticare l’elettorato messinese può giustificare la scelta di non potenziare il “Tito Minniti” ed i suoi collegamenti veloci e diretti via mare con Messina, Taormina, Milazzo ed isole Eolie.

 

Non migliorare ciò che già esiste per costruire altro (con altre società, svariati CdA, assunzioni precarie…) e non sviluppare sinergia con Reggio Calabria ci preoccupa molto…..

 

La riprova ?
Argomenti sollevati sempre in vista di campagne elettorali … ed ora in vista di un mare di soldi … e possibili affari …

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