
Terza moglie di Ruggero I d’Altavilla, conte di Sicilia e Calabria, madre di Ruggero II, nonno di Federico II, Stupor mundi. Ebbe un’infanzia difficile. Alla morte di Manfredi e del successore Anselmo, morto giovane senza eredi, il marchesato passò all’infido Bonifazio. Nel marchesato nessun orfano di Manfredi. Adelaide e i suoi fratelli abbandonarono la terra natia per un posto più sicuro e confortevole. Molti erano i settentrionali attratti dalla Sicilia, terra ricca e produttiva. I Del Vasto pensarono di approfittare per tentare di ricostruire la gloria e i beni del defunto Marchese, usurpati dal fratello Bonifazio.
L’intelligenza e la diplomazia di Adelasia la contraddistinse. Mai prima d’allora Ruggero aveva elargito ad altri feudatari concessioni così imponenti. I figli maschi delle precedenti mogli morirono e, dopo la morte di Ruggero, nel 1101, rimase reggente di Simone e del futuro Ruggero II poi. Difese con coraggio il trono dei suoi figli. Calmò le rivolte dei signori locali, con funzionari fedeli al marito, tra i quali l’ammiraglio Cristodulo, nominato “protonobilissimo”, calabrese di origini bizantine o arabe. Protesse la chiesa greca; manifestò tutto il suo appoggio a Luca di Melicuccà e a Bartolomeo da Simeri, abate del Patirion di Rossano, concedendo molte donazioni. Non legata affettivamente alla Calabria, Adelasia trasferì la corte prima a Messina, sede da cui i Normanni avevano esteso il proprio dominio alla Sicilia, e poi a Palermo, città fiorente. Aveva appreso dal marito le arti del governare, la diplomazia e la mediazione. Era una sua dote congeniale che le consentì di sedare i conflitti che esplodevano in Sicilia. Continuò la politica di Ruggero, rispettando costumi e culture diverse in un contesto multietnico.
Tutti uniti , quindi Latini, franchi, greci, arabi dovevano sentirsi popoli della stessa patria. Nel 1112 il governo passò al figlio Ruggero che in quell’anno compiva il suo diciassette anni. Adelaide aveva perfezionato il suo progetto, ma l’indole non le consentì di ritirarsi a vita privata. Evitando di interferire nella politica del figlio, cominciò a cercare di riavere potere e aiutarlo a diventare Re. Adelaide si propose ad un nuovo matrimonio e nel 1112, un’ambasceria di Baldovino I di Fiandra, re di Gerusalemme, giunse a Messina per richiedere in moglie la quarantenne affascinante Adelasia. Un matrimonio, frutto di calcoli politici ed economici, che Baldovino, avendo ripudiato la moglie Adra dalla quale non aveva avuto vari figli, voleva. Il tutto per un’alleanza con i Normanni e accaparrarsi le ricchezze di Adelasia. L’astuta fece introdurre nel contratto matrimoniale una clausola successoria con la quale, alla morte di Baldovino e in assenza di successori, erede del regno di Gerusalemme veniva designato Ruggero II. Nel 1113 Adelasia lasciò Palermo.