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Una manna tutta siciliana

manna
Solamente la manna che esce dalla corteccia è di qualità purissima. Quella raschiata o raccolta da terra, è di seconda scelta.

“L’oro bianco” Castelbuono, in competizione nel mondo.

È dalla Bibbia, precisamente dal libro dell’Esodo, che se parla.

Si narra l’episodio in cui il popolo ebraico si rifugiò nel deserto per sfuggire alla persecuzione del faraone egiziano. In questo esilio fu salvato, grazie ad una sostanza nutritiva che Dio diede, la manna.

Fu per la promessa a Mosè: «Farò piovere del pane dal cielo per te». Così il popolo d’Israele visse nel deserto del Sinai per 40 anni prima di conquistare Canaan nel 1400 a.C., sotto il comando di Giosuè.

Si dice, perciò, che la manna scende dal cielo e in questo la Sicilia è davvero fortunata, perché è nella nostra isola che c’è il primato. In realtà bisogna comprendere cosa sia questa sostanza.

La manna proviene dalla corteccia dei frassini. È incisa in luglio. con un coltello, il mannaruolo. In primis c’è la scalzatura. Viene tolta la terra che contorna il tronco sino alle radici più grosse. La pianta va in stress idrico, importante per la produzione. Per la verifica dello stress dell’albero si avvalora il grado di appassimento delle foglie. Di poi si applica la prima incisione con il mannaruolu alla base del tronco. Le incisioni, o ‘ntacche avvengono ogni mattina dalla seconda metà di luglio alla fine di settembre. La manna è rientrata nell’elenco dei prodotti agroalimentari tipici siciliani, la Sicilia come maggiore produttrice nella seconda metà dell’Ottocento. Risale alla dominazione islamica IX , XI secolo d.C.

Le fonti affondano le radici ad un antico documento del 1080 dell’allora vescovo di Messina. La manna da frassino, è una coltura del territorio di Castelbuono e Pollina, sulle Madonie. Per la sue qualità crea occupazione e produzione al territorio. La manna, valorizza e dimostra come la biodiversità possa essere fonte di reddito se valorizzata. La classificazione della manna è così catalogata: Manna cannolo, Manna rottame, Manna in sorte.
Il costo è sui 2.000 euro al chilo, quella estratta dai rami sui 200 euro al chilo. Tanti anni fa era prodotta in tutta la Sicilia nord occidentale, per la presenza di una enorme quantità di frassineti. Per raccogliere la manna colata sul terreno si utilizza una foglia grande di fico.

Solamente la manna che esce dalla corteccia è di qualità purissima. Quella raschiata o raccolta da terra, è di seconda scelta. Ci si chiede come venga utilizzata in cucina. I cannoli di manna sono leggeri. All’assaggio sono insapori, ma sono dolcificanti naturali. La manna entra nelle ricette di torte, biscotti e pasticceria. Avendo glucosio e fruttosio basso, viene indicata anche ai diabetici e per chi segue diete. Nell’impasto del pane favorisce la lievitazione e digeribilità. Considerata medicina naturale, lassativo, persino per le coliche dei piccoli. È efficace per la stitichezza e rinforza le difese immunitarie. In cosmesi, per le proprietà lenitive ed emollienti, vengono vendute creme per il viso e prodotti per il corpo.

Nell’industria dolciaria della famiglia Fiasconaro, nota nella pasticceria mondiale, la manna è preziosamente utilizzata, con prodotti definiti “Oro di Manna”. Esiste il panettone alla Manna. Si rileva cioccolato, gianduia e crema alla Manna, ricco di mannetti. Squisiti i torroncini alla manna. E così come la manna cadde dal cielo è anche vero che la Sicilia ha fatto conoscere a tutti i paesi del mondo che “l’oro bianco siciliano” ne detiene il primato e la concorrenza.

 




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